17 settembre 2025

La preghiera più bella


 La preghiera più bella

Dio, dammi  per oggi la fede

per andare avanti,

la grandezza d'animo per perdonare,

la pazienza per comprendere e saper aspettare,

la volontà per non cadere e la forza per rialzarmi

se ho inciampato.

 

Amen

Papa Francesco




 Avere fede
non significa  non avere momenti difficili
ma avere la forza di affrontarli
sapendo che non siamo soli.

Franco Battiato - Passacaglia



La passacaglia è una forma musicale, di origine spagnola, basata sulla variazione continua su di un tenor. Il nome deriva dallo spagnolo e significa passare la calle, cioè la strada, termine che rivela la provenienza popolare da musicisti girovaghi. Wikipedia

Testo della canzone per poterlo tradurre.

Passacaglia

Ah come t’inganni
se penso che gli anni
non han da finire
è breve il gioire
i sani e gli infermi
i bravi e gli inermi
è un sogno la vita
che passi gradita

Vorrei tornare indietro
per rivedere il passato
per comprendere meglio
quello che abbiamo perduto
viviamo in un mondo orribile
siamo in cerca di un’esistenza

La gente è crudele
e spesso è infedele
nessun si vergogna
di dire menzogne
i giovani putti
e gli uomini tutti
non vale il fuggire
si plachi l’ardire

Vorrei tornare indietro
per rivedere gli errori
per accelerare il mio processo interiore
però in quinta elementare
entrai per caso nella mia esistenza

Franco Battiato



Robert Redford



 


Il lonfo



 Il Lonfo

Il Lonfo non vaterca né gluisce

e molto raramente barigatta,

ma quando soffia il bego a bisce bisce

sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.


È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna

arrafferia malversa e sofolenta!

Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna

se lugri ti botalla e ti criventa.


Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto

che bete e zugghia e fonca nei trombazzi

fa lègica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in segno di sberdazzi

gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto

t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Fosco Maraini


Il grande maestro  GIGI PROIETTI 



La semantica

è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole.

Degli insiemi delle parole. Delle frasi e dei testi.


La metasemantica, nell’accezione proposta da Fosco Maraini, va oltre il significato delle parole e consiste nell’utilizzo di parole prive di referente, ma dal suono familiare alla lingua a cui appartiene il testo stesso e della quale deve seguire comunque le regole sintattiche e grammaticali della lingua italiana. Dal suono e dalla posizione all’interno del testo si possono attribuire significati più o meno arbitrari a tali parole.


Questa tecnica letteraria è stata interamente inventata e teorizzata proprio da Maraini e consiste nell’utilizzo di parole prive di significato, ma dal suono familiare alla lingua cui il testo appartiene (nel nostro caso, ovviamente, l’italiano).


Sono, quindi, termini privi di referente linguistico, ma comprensibili perché costrette a seguire le stesse regole sintattiche e grammaticali della lingua del contesto generale.


Il significato – in realtà non ufficialmente codificato – può essere desunto da tali regole, ma anche dal suono delle parole, spesso evocativo oppure onomatopeico, dalla loro posizione all’interno di una frase, ma si tratta di un significato attribuito assolutamente a livello personale.


Al giorno d’oggi sono molti i poeti, soprattutto a carattere amatoriale e nella poesia dialettale, che fanno uso della metasemantica.


Fosco Maraini è stato innanzitutto un poeta, geniale come abbiamo visto, e padre di Dacia Maraini, anche lei insigne scrittrice. Ma fu anche uno scultore, un etnologo specializzato nelle civiltà orientali, un intellettuale…


Irresistibilmente attratto dall’Oriente, s’imbarcò nel 1934 sulla Amerigo Vespucci diretta in Africa del nord e Anatolia come insegnante d’inglese. Nel 1937 partecipò a una spedizione in Tibet che ripeté anche undici anni più tardi. Conosciute, infatti, sono le sue fotografie delle catene montuose del Kakarakorum e dell’Hindu Kush, finché non si trasferì stabilmente in Giappone dove fu ricercatore all’università di Kyoto e di Sapporo e dove nacquero le altre due sue figlie.


Come t’invento una lingua

Quella della poesia metasemantica è, in definitiva, una lingua inventata che si gioca il tutto per tutto sull’aspetto evocativo basato sull’elemento uditivo.


In questo modo parole astruse assumono forme, colori, suoni… ma non basta inventare parole, bisogna pensare anche alla grammatica e alla sintattica per creare ex novo una lingua!


Ora, la metasemantica questo non lo fa, ma ci sono stati esperimenti che hanno osato ben oltre. Si pensi all’esperanto o al quenya (la lingua degli elfi inventata da Tolkien in Il signore degli anelli).


In entrambi i casi si è partiti da lingue conosciute (una o più di una) e si sono deformate le desinenze e le parole, trasformandone di fatto la musicalità, un po’ come si faceva da bambini parlando al contrario o cercando di cantare le canzoni in un maccheronicissimo inglese ottenuto sparando parole a caso che però rispettassero la metrica della canzone.


Per dovere di cronaca, esistono anche lingue inventate che non poggiano su nessuna base “conosciuta” e che alimentano la tecnica del nonsense. È il caso del grammelot – diffuso da Dario Fo – che confonde l’uditore facendogli credere di trovarsi davanti a una lingua conosciuta che gli risulta, invece, incomprensibile. Molto usato dagli attori in diversi contesti, in genere viene pronunciato rapidamente e accompagnato da gesti molto eloquenti che suppliscono alla comprensione linguistica.


E PER RIDERE UN POCO


TU  NO  RIDE




07 settembre 2025


Non io ma  DIO


 Beato Carlo Acutis

da questo momento nella Messa del 7 settembre 2025 celebrata da sua Santità Leone XIII

è stato canonizzato Santo.

www.carloacutis.com





19 agosto 2025

Pippo Baudo

PIPPO BAUDO
Un uomo  unico di grande umiltà, leale e gentile.
Uomo di spettacolo conduttore creatore di un nuovo modo
innovativo di rappresentare le arti in televisione.
Uomo di grande cultura che ci ha trasmesso con tutta la sua passione
l'amore che metteva in tutto quello che faceva.




 

  
  








 


                                                                           Intervista